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Verso va Val D'Orcia: RADICOFANI A pochi chilometri dalla Palazzina si trova Radicofani, tempo consigliato per questa escursione: mezza giornata. … ci incamminammo attraverso una campagna brulla, pietrosa e selvaggia come la Cornovaglia, fino a Radicofani… Charles Dickens, 1812-1870. Il paese di Radicofani si riconosce già da diversi chilometri di distanza, poiché la sua rocca domina la via Cassia. Borgo di antica origine, il ritrovamento nel suo territorio di un tempio dedicato al dio Vertmno ne testimonia l’origine etrusca. Il nome attuale pare derivare dal toponimo Rachis-kofen, di origine germanica, che significa “territorio del re Rachis”. Certo è che il sito fu poi abitato anche dai longobardi di re Desiderio. La cittadina è si trova a circa 800 m etri sul livello del mare. Sulla sommità c’è il castello feudale con la torre merlata, edificato in epoca carolingia, la cui esistenza è documentata fin dal 978. Tuttavia, Radicofani è soprattutto celebre per essere stato l’inaccessibile rifugio del soldato di ventura GHINO di TACCO, noto come il Robin Hood della Val d’Orcia, le cui imprese furono celebrate da Dante e Boccaccio. Girando per il paese ci si imbatte nel duecentesco palazzo pretorio (con la facciata ornata dagli stemmi dei podestà senesi al tempo della repubblica) e l’antica posta medicea, locanda e stazione di posta fatta costruire tra il 1587 e il 1589 da Ferdinando I de’ Medici lungo il tracciato dell’antica via Cassia. Qui soggiornarono illustri personaggi quali Charles Dickens, Michel de Montaigne ed i papi Pio VI e Pio VII. Vale la pena di visitare la chiesetta gotica di Sant’AGATA e la pieve di San Pietro Apostolo, per le pregiatissime opere in terracotta invetriata della bottega di Andrea Della Robbia e altrettanto pregiate opere lignee policrome della bottega di Jacopo della Quercia. PIENZA A circa venti chilometri dalla Palazzina si trova Pienza, tempo consigliato per questa escursione: una giornata, prendendosela comoda. Il centro storico della città “nata da un pensiero d’amore e un sogno di bellezza”, come la definì Giovanni Pascoli in occasione del quinto centenario della nascita di Pio II, è oggi patrimonio protetto dall’UNESCO ed è uno dei luoghi del Senese più frequentati dai turisti interessati alla storia dell’arte e dell’architettura. Graziosa e silenziosa cittadina che manifesta nei suoi palazzi e nel suo stile armonioso tutto lo splendore del Rinascimento. Fu Pio II Piccolomini (che qui vi nacque nel 1405) ad immaginare la trasformazione del paese medioevale di Corsignano (poiché la sua famiglia aveva molti possedimenti) in una città ideale, moderna, secondo la teoria umanistica - rinascimentale di Leon Battista Alberti. Ne affidò la realizzazione all’architetto fiorentino Bernardo Rossellino, cui si devono, oltre all’impianto della cittadina, anche il Palazzo Piccolomini e la cattedrale. Enea Silvio Piccolomini, pontefice dal 1458, fine umanista (incoronato poeta da Federico III nel 1442) e politico di rango, tratto con Maometto II e con quel principe rumeno nemico dei Turchi divenuto leggendario come Dracula, Morì ad Ancona nel 1464, dove attendeva le navi per le Crociate. Quando scoprì l’America, Cristoforo Colombo aveva con sé l’Historia rerum ubique gestarum di Pio II. Nel 1999, a Peinza è stato fondato il Centro Studi Mario Luzi “la Barca”, con lo scopo di custodire e divulgare gli oltre 10.000 volumi donati dal poeta stesso al comune di Pienza, di cui è cittadino onorario.
MONTICHIELLO Tornando da Pienza verso casa, vale la pena fermarsi brevemente alla graziosa frazione di Montichiello, a circa sette chilometri da Pienza. Questa è circondata da una possente cinta muraria che stringe al suo interno l’abitato antico con le sue autentiche e rustiche case in pietra. La cinta muraria conserva ancora nove delle ben diciassette torri originarie tardo medioevali. Tuttavia, l’antichità dell’insediamento umano a Montichiello è ben più antico, come lo dimostrano i ritrovamenti preistorici nella vicina Grotta del Beato. Si accede al paese dalla duecentesca porta di Sant’Agata e si deve andare proprio nel centro del paese per visitare la chiesa dei Santi Leonardo e Cristoforo. Chiesa duecentesca con all’interno affreschi di scuola senese di diversi periodi. Ci sono poi le chiese di San Rocco, la Chiesa della compagnia del santissimo Sacramento ed il celebre teatro povero con il relativo museo, ottime scuse per passare una serata a Montichiello. MONTALCINO In circa cinquanta minuti di auto dalla Palazzina si raggiunge Montalcino, dove si può sorseggiare del buon brunello di montalcino nei molti locali storici (come il caffè 1888) o contemporanei. Non lasciare la cittadina senza aver ammirato il palazzo comunale, la fortezza ed il museo civico-diocesano. Estrema propaggine del territorio senese prima dei boschi maremmani, Montalcino è adagiato su una collina a quasi 600 m. di altezza, il centro domina la campagna circostante, ricca di boschi e vigneti . A circa 10 km di distanza, presso Castelnuovo dell’Abate sorge solitaria l’Abbazia di Sant’Antimo, eretta nel secolo XII, uno dei più suggestivi monumenti del romanico toscano con influssi francesi e lombardi. La pieve, che la leggenda vuole sorta su una antica cappella votiva fatta erigere da Carlo Magno, è quanto rimane oggi dell’antico monastero. SAN QUIRICO D’ORCIA Prima di arrivare a Montalcino, sulla storica Cassia vale la pena sostare a San Qurico d’Orcia dove anche qui si può anche pranzare o cenare, soprattutto all’antico forno … bello soprattutto d’inverno per la calda atmosfera con tanto di antico camino. La bellissima chiesa romanica della Collegiata dei santi Quirico e Giulitta, l’imponente e massiccio palazzo Chigi Zondaroni ma, soprattutto, gli splendidi cinquecenteschi giardini all’italiana Horti Leonini sono i luoghi imperdibili della visita alla elegante cittadina di San Quirico d’Orcia.
BAGNO VIGNONI Soggiornando alla Palazzina è possibile beneficiare dei trattamenti offerti nelle molte stazioni termali. Tuttavia, all’antica stazione termale di Bagno Vignoni (frazione di San Qurico d’Orcia), nota fin dall’epoca romana e utilizzata poi anche da Lorenzo de’Medici e Santa Caterina da Siena, vale la pena andarci anche solo per essere affascinati dall’atmosfera della sua piazza, costituita da una grande vasca d’acqua sorgiva. Vi si affacciano edifici medievali, rinascimentali e il decorativo “loggiato di Santa Caterina”. VIA FRANCIGENA L’antica via Cassia, tracciata dai Romani come via di comunicazione verso Arezzo e poi verso le Gallie, divenne in epoca barbarica l’importante via Montebardone dei Longobardi e, nel medioevo più tardo, quella leggendaria Via francigena da cui transitavano merci e pellegrini. La stessa via la percorsero, nel corso dei secoli celebri personaggi, viaggiatori illustri, re, papi ed una quantità incalcolabile di persone che si mossero per fede o per affari, per diletto o per raggiungere fonti termali, per depredare o per partire per le Crociate, oppure per semplice diporto. In questi ultimi anni il suo asfalto è solcato anche dalle auto storiche e classiche della celebre Mille Miglia.
ABBADIA SAN SALVATORE Sul Monte Amiata, immerso in un castagneto, sorge Abbadia San Salvatore, formatosi attorno all’abbazia appartenuta prima ai benedettini, poi ai cistercensi. Di quella che fu l’abbazia più ricca della Toscana, resta oggi la chiesa del 1036 che è certamente da visitare, anche solo per vedere la cripta. Da visitare ad Abbadia c’è certamente quella che fu la miniera più importante d’Europa per il Mercurio. Ora è diventata Parco Museo Minerario, testimonianza di archeologia industriale. Non ripartite senza aver fatto un salto a Piancastagniaio, per ammirare gli imponenti castagni secolari ed al parco del Pigelleto, con i suoi abeti bianchi, habitat naturale dell’Amiata in età preistorica.
MONTE AMIATA Dalla Palazzina, in un’ora circa si arriva in Vetta all’Amiata, il più grande vulcano estinto in centro Italia. Oltre alle passeggiate estive, oltre alla possibilità di sciare nel periodo invernale, gli itinerari sono moltissimi: Castiglion d’Orcia, Rocca d’Orcia e Campiglia d’Orcia per i loro centri storici in pietra, Vivo D’Orcia con il suo maestoso bosco di castagni e faggi, ma anche Bagni San Filippo per le sue terme (e per le spettacolari incrostazioni calcaree) valgono una visita per i loro centri storici.
Verso la Val di Chiana:
SARTEANO Dalla Palazzina il primo paese che si incontra è Sarteano, a circa quattordici chilometri. Ma non ci si può sbagliare perché il paese è sovrastato dalla sua possente rocca, databile circa all’ anno mille. Vale la pena trascorrere una mattinata o di più, andando a pranzare magari nel giardino del ristorante Santa Chiara o dei Tintori, entrambi all’interno del paese medioevale. A Sarteano (se non si vuole prendere la macchina per andare a vedere la magnificenza della Faggeta a Castiglioncello del Trinoro o scoprire le altre meravigliose zone verdi come il monte Cetona e la via cupa in prossimità della Cartiera per citarne solo alcune) tutta la sua storia millenaria è a portata di mano e visitabile a piedi. Se interessa l’archeologia c’è la necropoli etrusca delle pianacce (dove il sabato è possibile visitare accompagnati la tomba interamente affrescata della quadriga infernale, prenotando la visita ed acquistando il biglietto al museo civico archeologico), oppure il museo civico archeologico (piccolo ma ricchissimo di ritrovamenti effettuati negli ultimi dieci anni nelle varie zone archeologiche del territorio di Sarteano), se interessa la pittura del periodo Senese c’è probabilmente il più bel quadro di Domenico Beccafumi all’interno della chiesa di San Martino, la famosissima annunciazione. Il castello è un luogo suggestivo e le piscine con acqua sorgiva a 24 gradi constanti tutto l’anno sono famose in tutta Europa. Tuttavia, se potete visitarlo per un concerto o per uno spettacolo, il salotto più raffinato di Sarteano è il settecentesco teatro degli arrischianti nella piazza principale del paese. La sua capienza è di soli 150 posti e l’acustica ed le sue decorazioni vi stupiranno certamente.
CHIUSI In direzione dell’autostrada A1 si arriva a Chiusi, l’estrema punta meridionale della Val di Chiana senese. Oltre Chiusi si è già in Umbria. Infatti, per brevi escursioni, è possibile raggiungere velocemente Città della Pieve, Castiglion del Lago o il lago Trasimeno. Chiusi ha una parte antica (denominata Chiusi città) ed una parte moderna (denominata Chiusi scalo) con la sua stazione dei treni da dove partono frequentemente treni sia per il nord sia per il sud. Decisamente, la parte più suggestiva e che riserva molte piacevoli scoperte è Chiusi Città. Sorge su un poggio tufaceo e fu la più importante delle dodici lucumonie della lega etrusca (secolo VII – VI a.C.)La sua fama è legata alle sue ricchissime necropoli e al nome del locumone Porsenna che, alla fine del VI secolo, assediò Roma e forse la occupò per un breve periodo. Oggi è possibile visitare il Museo Archeologico Nazionale che espone numerosi reperti come ceramiche, sculture, i tipici canopi (ovvero vasi cinerari caratterizzati da coperchi a forma di testa umana e altri oggetti che documentano ogni aspetto dell’arte etrusca, tutti provenienti dai numerosi scavi condotti nei dintorni della città. In ogni caso, arrivando sulla piazza della cattedrale (dopo aver visitato l’annesso museo che raccoglie arredi sacri ma, soprattutto, una pregevole raccolta di codici miniati benedettini proveniente dalla non lontana Abbazia di Monte Oliveto), si entra nel Labirinto di Re Porsenna, un percorso sotterraneo scavato a cunicoli nel banco sabbioso che attraversa la piazza di Chiusi lungo 120 metri. I cunicoli del labirinto conducono ad una grande cisterna romana del I secolo a.C. Da qui si può agevolmente salire sulla torre campanaria di Secondiano, costruita nel XII secolo come torre di difesa. Il paesaggio circostante mostra il Lago di Chiusi, residuo della palude della Val di Chiana, oggi luogo di notevole interesse floro-faunistico, e le torri “Beccati Questo” e “Beccati Quello”, reminiscenza delle frequenti dispute territoriali dell’età dei comuni. Oggi segnano il confine tra Umbria e Toscana.
CETONA Tornando, verso la Palazzina, si può passare per Cetona a circa 10 km a sud di Chiusi. Cetona è un agglomerato medioevale, considerato anche tra i borghi più belli d’Italia. Nel suo territorio si trova uno degli insediamenti più antichi del Centro Italia, risalente a 40.000 anni fa. Gli antichi reperti possono essere ammirati nel suggestivo Parco Archeologico di Belverde, vicina località con 25 grotte preistoriche. Il centro storico ospita il Museo per Preistoria del Monte Cetona, al pian terreno del Palazzo comunale del paese. Si prosegue e si arriva alle Piazze , graziosa frazione di Cetona con diverse alternative per pranzi o cene durante il soggiorno alla Palazzina.
MONTEPULCIANO Anche Montepulciano merita una visita di almeno mezzo giornata. Si tratta di una cittadina a pianta rinascimentale con edifici prestigiosi soprattutto del cinquecento, a testimonianza della potenza economica e sociale delle nobili famiglie che vi abitarono e che ancora vi abitano. Montepulciano è infatti nota principalmente per l’imponenza dei sui palazzi rinascimentali. Tra questi, il palazzo Avignonesi, del 1520, palazzo Cantucci, palazzo Ricci (ora accademia di musica) e le spettacolari cantine del Redi. Oltre alle degustazioni nelle molte cantine di Vino Nobile, il vino una volta riservato all’aristocrazia della città, Montepulciano offre una vasta scelta di proposte soprattutto per l’estate. Queste includono, teatro, degustazioni di vino sotto le stelle e manifestazioni in costume.
SAN CASCIANO DEI BAGNI Tra le cittadine più vicine alla Palazzina, è bello andarci anche solo per un aperitivo nel bar della piazza che ha davanti a se un panorama tra i più belli e più integri al mondo. Il Castello di Fighine, il complesso delle terme iniziato dalla famiglia de’ Medici sono tra le attrazioni che fanno ritornare le persone a San Casciano dei bagni molte volte.
Dalla Palazzina è possibile organizzare visite e gite alle città di Siena, Arezzo, Perugia, Assisi, Orvieto, Civita di Bagnoregio, Pitigliano e alla mistica Abbazia di San Galgano. Non molto distanti anche il lago di Bolsena, Trasimeno e Chiusi.
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